Biblioterapia#Personaggi archetipici

biblioname (2)Ecco le prime carte del Dr. Script. sono 22 proprio come gli arcani maggiori e questa è forse l’unica analogia con i tarocchi. No ce n’è un’altra: la carta n.0 Nei tarocchi è il matto, ho cercato un equivalente in letteratura e ho deciso che non poteva essere altro che Hanrahan il rosso. I personaggi archetipici che ho scelto sono questi. Ne approfitto, visto che sono indietro con le prescrizioni di farmaci letterari, per prescriverveli tutti in massa, prendetevela come una cura antibiotica. Contro cosa? Cattivo gusto, mistificazioni ricorrenti, narcisismo, mancanza di autocritica, schifo di sè e del mondo, ribrezzo del mondo, astenia morale. Potrei continuare ma non avrebbe senso, questi personaggi, questi romanzi, drammi e racconti, sono la profilassi. E ora, dato che i panni sono asciutti, me ne vado a dormire.

I 22 personaggi archetipici

0. Hanrahan il rosso, da “I racconti di Hanrahan il rosso” di William Butler Yeats
1.Franz Biberkopf, dal romanzo “Berlin Alexanderplatz” di Alfred Döblin
2. Lulu, dalle tragedie “Il vaso di pandora” e “Lo spirito della terra” di Frank Wedekind
3.Olive Kitteridge, dall’omonimo romanzo di Elizabeth Strout
4. Jay Gatsby, dal romanzo Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
5. Michael Kohlhaas, dall’omonimo racconto di Heinrich von Kleist
6. Heathcliff, dal romanzo Cime tempestose di Emily Bronte
7. Bartleby, dal racconto Bartleby lo scrivano di Herman Melville
8. Tonio Kröger, dall’omonimo racconto di Thomas Mann
9. Miss Brill, dall’omonimo racconto di Katerine Mansfield
10. Ellida Wangel, dal dramma “La donna del mare” di Henrik Ibsen
11. Effi Briest, dall’omonimo romanzo di Theodore Fontaine
12. Emma Bovary, da romanzo “Madame Bovary” di Gustave Flaubert
13. Lily Bart, dal romanzo “La casa della gioia” di Edith Wharton
14. Maisie, dal romanzo “Quel che sapeva Maisie” DI Henry James
15. Hazel Motes, dal romanzo “La saggezza nel sangue” di Flannery O’Connor
16. Il nuotatore, dall’omonimo racconto di John Cheever
17. Francis Macomber, dal racconto “La breve vita felice di Francis Macomber” di Ernest Hemingway
18. Hedda Gabler, dall’omonimo dramma di Henrik Ibsen
19. Il principe Myškin, dal romanzo “L’idiota” di Fëdor Dostoevskij.
20. Vincent Sabella, dal racconto “Dottor Geco” di Richard Yates
21. Andrèj Efímyc,dal racconto “Reparto n.6” di Anton Cechov

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Biblioterapia#Le carte del Dr. Script

Oggi ho l’impressione di aver trascorso la giornata a lavare e stendere panni, stendere panni e lavare e stendere di nuovo. Ovviamente non è andata così, ho anche pulito qui è lì, lavato i piatti e tutte le altre cose che ognuno fa o fa fare a qualcuno per conto suo. Mentre stendevo pensavo che non ne potevo più, che avrei voluto farlo fare a qualcun altro, ma sapevo che la cosa per me è difficile. Non voglio, non posso.8649_635609747019415778_mansfield_299x410

A parte i soldi la colpa è di un racconto di Katerine Mansfield (Vita di mamma Parker) in cui c’è una signora che va a fare le pulizie da un uomo orrendo, sporco, pigro, disordinato e malignamente idiota. E mamma Parker non perde nemmeno tempo a biasimarlo, perché ha altri tetri pensieri che la tormentano (non vi dico quali, leggetelo). Disordinata e pigra lo sono anch’io, non voglio aprire la porta a nessuna mamma Parker e chiederle di raccogliere in giro le mie briciole.

Poi nelle uniche due ore in cui non potevo lavare e stendere, o fare le tante altre simpatiche cose che vanno fatte, ho letto i racconti di Lucia Berlin e ci ho trovato un altro racconto ammonitore, di quelli che non lasciano scampo e non danno diritto di replica: Manuale per donne delle pulizie. 18556381_10209136770431633_5932239896386719606_nCosì ora è certo e definitivo il fatto che le pulizie dovrò farle sempre da me. Mentre stendevo e piegavo e facevo andare la lavatrice pensavo a una delle tante cose pensate con le mollette in mano. Una cosa che non ha ancora un nome preciso, per ora la chiamo Le carte del Dr. Script. Questo sabato la metterò alla prova grazie alla Cooperativa Pixi che mi ospiterà nel suo locale per fare questo esperimento. Si tratta di un mazzo di carte, carte letterarie, di cui mi servirò per dei giochi di biblioterapia narrativa. Le ho pensate ispirandomi ai tarocchi per quanto riguarda il numero delle carte e alcune strategie di lettura ma le similitudini finiscono qui. Per ora ho 22 carte, l’equivalente degli arcani maggiori, che però qui sono i 22 personaggi (Per me non sono solo dei personaggi, sono I personaggi) archetipici di quello che per me risponde alla domanda: che cos’è la letteratura?

TAROCCHI 7

La lettura delle carte mi darà modo di rispondere attraverso romanzi, poesie e drammaturgia che insieme fanno il mio apprendistato, a questa domanda da niente. Vi direi ora quali sono ma se non dormo abbastanza che ne sarà, domani, delle mie lavatrici? Devo tenermi in forze. Domani ve li elenco tutti i miei non arcani ma archetipici personaggi, e vi lascio qualche informazione più su dove e quando. Poi torno a stendere.